RIFORME, RIFORME, RIFORME!!!

20 luglio 2015
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riformeLa crisi europea nella gestione della querelle greca, ha reso ormai evidente la completa delegittimazione della politica, rispetto alle strutture tecniche e finanziarie. Tutto ruota intorno ad una parola che più abusata e ipocrita nell'uso che ne viene fatto, non può essere: riforme.
Non la politica europea ma le sovrastrutture economico-finanziarie, stanno imponendo tagli durissimi a quanto il movimento dei lavoratori, unito alle élite borghesi progressiste, durante il '900 hanno conquistato.
Diritto del lavoro, pensioni, stato sociale, scuola e sanità, stanno arretrando duramente sotto le riforme imposte da un potere invisibile ma molto concreto e per nulla ipocrita. Senza infingimenti si è spinto fino a dire che le costituzioni europee, figlie dell'influenza del movimento socialista, andavano smantellate.
La classe politica (forse sarebbe meglio chiamarla "eteria"), completamente insignificante e incapace di svolgere il suo compito, specialmente nella parte che si definisce "progressista", applica e rivendica quelle misure scelte e decise altrove, vestendole e mimetizzandole di un linguaggio "politico", cercando così di darsi un ruolo che si finge protagonista nell'applicare supinamente scelte non sue.
Così non più alle parole ma ai fatti e forse anche alle facce è più utile guardare per capire e orientarsi in questa giungla di parole che sembrano tutte uscire da un acquitrino. Schultz e Schauble che impongono al popolo greco esattamente la stessa cosa e che utilizzano gli stessi termini ma soprattutto hanno la stessa "faccia", sono la dimostrazione più evidente che, quando si usa ormai la parola "riforme", si sta eseguendo  un compito dettato da altri.
L'Italia come di consueto, gioca la fase più avanzata di questa ipocrisia, così le "riforme" imposte dall'Europa a Berlusconi, vengono portate avanti da tutti i governi successivi: Monti, Letta, Renzi. Tutti Governi non eletti e tutti terrorizzati dalle elezioni, perché quando si va al pronto soccorso e si aspettano ore in un corridoio che sembra un girone infernale, quando si va a scuola e bisogna addirittura  portare la carta igienica, quando si viene licenziati e bisogna aspettare 67 anni per arrivare alla pensione e quindi avere un reddito, i cittadini capiscono cosa sono le "riforme"!
Per questo il referendum greco era inaccettabile e per questo quel popolo che ha avuto il coraggio di esprimersi e di votare non contro i politici europei ma contro quella sovrastruttura, con il rischio di far cadere il gioco di luci e ombre che tutti i giorni ci viene "somministrato", ha subito una punizione ancora maggiore.
Ancora una volta, a dimostrare l'inesistenza della politica, è il fatto che è la stessa sovrastruttura a tendere la mano a quel popolo (FMI e BCE tra tutti con la richiesta di ristrutturare il debito). Il capitalismo, sa anche essere compassionevole. I politici attuali hanno ridotto la politica a non poter far più neanche questo!

 

Fabrizio Potetti

 

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