Non siamo bestie

10 settembre 2015
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mailRiceviamo da una nostra lettrice e pubblichiamo:


Cara Redazione,


non voglio dare lezioni di buonismo né parteggiare per una qualsivoglia fede politica, ma esprimere il mio pensiero, che radicato profondamente nella mia umanità sorge spontaneo, su quello che sta accadendo nel nostro spicchio di mondo. Abbiamo dimenticato che apparteniamo TUTTI alla specie umana, pertanto, dovremmo nutrire i sentimenti che scaturiscono dalla coscienza che ci distingue dalla bestia, invece troppo spesso, ignorandola, alimentiamo gli istinti bestiali come l'odio e l'emarginazione. E,soggiogati dal potere e dall'avidità, proteggiamo solo ciò che abbiamo senza renderci conto che la storia, ci racconta che la strada dell'uomo è esposta alla miseria,e che ciò che crediamo di avere oggi, può sparire da un momento all'altro e tutti possiamo ritrovarci nella stessa situazione di chi oggi rigettiamo. Non dico di accogliere a braccia aperte tutti i migranti, ma perlomeno cerchiamo di avere rispetto e comprensione di loro, che nonostante tutto sono nostri fratelli, perché hanno il nostro stesso sangue e un cuore che batte, soffre e desidera allo stesso modo del nostro, insomma, per essere sintetica,fanno parte della nostra stessa specie. Milioni di italiani sono sparsi in tutto il mondo e se tornassero tutti assieme nel nostro Paese (con o senza barconi) sono sicura che li accoglieremmo allo stesso modo perché non è il colore della pelle, né la religione a farci sragionare, ma la paura di perdere la nostra piccola fetta di giardino che spesso è fatto solo di briciole a causa dell'avidità di chi ci governa. Mi scuso fin da ora se urto la sensibilità di chi crede che la non accoglienza sia la scelta migliore.

 

Marina Nunziato

 

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