NO L’ITALICUM NON LO MODIFICO ….. NON ORA ALMENO!

6 luglio 2016
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renzi_italicumLe elezioni comunali hanno dato un segnale molto forte a Renzi e al partito democratico, e chi si ostinava ancora a non vedere il cambiamento forte del paese nei confronti del "rottamatore", ha dovuto fare i conti con i sondaggi di Ilvo Diamanti pubblicati su La Repubblica nei giorni scorsi.
Quei sondaggi registrano il superamento del Movimento 5Stelle sul PD e l'indice di popolarità di Di Maio superiore a quello di Renzi. Con questi dati e' difficile continuare a sostenere che le amministrative sono state un voto locale e non un giudizio su Renzi e il suo governo.
Malgrado le rassicurazioni e le menzogne di facciata, appoggiate e sostenute dai media "embedded", a Palazzo Chigi hanno capito benissimo la situazione. C'è un susseguirsi di dichiarazioni e proclami politici che fingono di guardare a sinistra, cioè a quel popolo che così clamorosamente ha abbandonato il partito di Renzi ( per abbracciare a Torino e a Roma il movimento e i suoi giovani esponenti).
A ben vedere però oltre i proclami non si va, il premier infatti non può cambiare, il gruppo di potere che lo sostiene non lo appoggerebbe e, proprio in virtù del suo indebolimento nell'opinione pubblica, dopo averlo portato al potere senza elezioni, allo stesso modo senza il voto popolare lo rispedirebbe in quel di Rignano (sì perché non è di Firenze).
E così dal triangolo magico Arezzo-Firenze-Finanza, sono ripartite le grandi manovre, invece di riformare le pensioni per abbassare l'età pensionabile e dare una risposta al dramma dei disoccupati "anziani", se non vuoi morire di fame devi indebitarti con un prestito oneroso da restituire alle banche. Invece dello sgravio dell'IRPEF ai ceti medio-bassi (qualcuno ricorderà l l'intenzione annunciata prima dei ballottaggi e poi rientrata con Padoan), un bello sgravio dell'IRES alle imprese. Invece di investimenti pubblici per rilanciare l'economia ed il welfare, si tratta ancora una volta con l'Europa per rimettere denaro pubblico nelle banche.
Le manovre sono cominciate e così un ceto politico sempre più debole e compromesso, invece di cambiare e rispondere alle emergenze sociali ed economiche del paese decide di seguire l'impostazione del triangolo magico. Sapendo però che così facendo si condannerebbero nel rapporto con gli elettori, hanno già trovato la soluzione: la modifica dell'Italicum.
Da legge pensata da Renzi quando era sulla cresta dell'onda e tutta incentrata quindi sul consenso personale, una grande alleanza politica si comincia a intravedere per cambiarla, passando dal premio di maggioranza alla singola lista (quando Renzi viaggiava al 40%), a quello alla coalizione. Questo riporterà al centro della politica le alleanze, riportando dentro i partiti più piccoli e rimettendo al centro dello scacchiere il partito democratico e forza Italia (escludendo i 5Stelle).
L'appoggio al referendum sul peggioramento della Costituzione in cambio della modifica dell'Italicum,  sarà il terreno sul quale si produrrà l'accordo che sancirà il rinchiudersi nel palazzo di questo ceto politico che ha capito che non tornerà mai più a governare in presenza di elezioni e, per questo, con un accordo di palazzo, si rinchiuderà in parlamento mantenendo il potere contro il popolo.
Il referendum sulla costituzione segnerà quindi le sorti del paese, non il semplice cambiamento di qualche articolo della nostra carta fondamentale. Per questo sarà necessario, oltre agli elementi di merito, votare no! È il momento di rompere questa gabbia che intrappola i cittadini italiani e le migliori energie del paese!

 

Fabrizio Potetti

 

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