Ministro Franceschini: Palestra a Pompei per rifarsi il look

10 agosto 2015
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franceschini_fanfaniIl ministro dei Beni Culturali Franceschini, dopo aver tuonato contro l'assemblea dei lavoratori a Pompei che ha lasciato fuori i turisti, si è preso la ribalta per l'inaugurazione della "palestra grande", sempre a Pompei, restaurata e restituita ai visitatori dopo tantissimi anni.
Una bella operazione di immagine, consentita da una mancanza assoluta non solo di indipendenza ma anche di voglia dei media di entrare nel merito delle cose, soprattutto se indispone i potenti di turno. In Italia al potere non è consentito di intimidire, questo si che è intollerabile per i media. Vogliono essere loro a decidere di "servire", non c'è bisogno di minacciare carriere, ritorsioni, cause legali e richieste di risarcimento danni.
Infatti, solo un giornale ha raccontato che l'assemblea sindacale era stata richiesta nei tempi e nei modi previsti dalla legge e che, il sovrintendente, l'aveva autorizzata. Aveva anche indicato i locali nei quali doveva essere fatta. Lo stesso che è passato per eroe, perché è partito da Roma per aprire il sito ai turisti rimasti fuori (nessuno gli ha chiesto se avesse previsto un presidio minimo di lavoratori per tenere aperto il sito e, contemporaneamente, far svolgere l'assemblea).
Qualche giorno dopo ecco che, quelli che pensano al bene del paese e non tollerano i diritti dei lavoratori, fanno vedere chi sono: loro riaprono una parte inaccessibile al pubblico, dopo averla restaurata. Il nuovo e moderno che avanza, contro i residui del novecento. Il ministro per il bene di tutti, contro qualche sindacalista che utilizza i suoi "privilegi", per pochi.
Il giorno dopo l'inaugurazione però, si scopre che la parte restituita al pubblico è di nuovo chiusa e, che addirittura, il parcheggio utilizzato dal ministro, molto vicino ai reperti, è stato autorizzato in deroga alla normativa vigente, solo per quel giorno.
Quindi il nuovo sito restaurato, non era per tutti ma per "uno" – il ministro – e poi, visto che dovevano "servirlo", per i media. Come il parcheggio che il giorno dopo l'inaugurazione, e' tornato nell'oblio della burocrazia italiana. Qualcuno dei media al seguito, ha interrogato il ministro su questo? Glia ha chiesto perché e come e' possibile che avvenga una cosa del genere? Certamente no, lo si deve dedurre dal racconto dei fatti raccontati a sprazzi nei giornali e nelle TV (mettendoli a confronto perché, o li vedi tutti, o non riesci a capire nulla).
Notizie riportate come fossero cose normali, esposti come incidenti di percorso. Nessuno che entra nel merito delle responsabilità sul perché,  il giorno dopo, fosse di nuovo tutto di nuovo abbandonato.  Anzi senza provare vergogna, una volta scoperto il fatto, invece di interrogare il ministro su quanto accaduto, si è solo enfatizzato che, con un nuovo poderoso intervento, ha riaperto nuovamente il sito (per poche ore al giorno e chiudendone altri!!! Ovviamente non il parcheggio, che rimarrà inesorabilmente chiuso chissà ancora per quanto!).
Con dei media normali, avremmo saputo invece che, il nuovo, e' come il vecchio: fa pulire le strade solo dove passa e solo per quel giorno, inaugura opere che nessuno utilizzerà chissà ancora per quanto, si prende meriti che non ha (il restauro chi l'aveva finanziato?) e si nascondono le gravi responsabilità che ha (se un sito ha tutti quei problemi, il ministro non lo sa?).

L'assemblea dei lavoratori doveva discutere anche di assunzioni, perché Pompei e' talmente vasta che il personale non basta per poterla tenere aperta e in sicurezza. E qui forse, dobbiamo dire che, il nuovo, non è come il vecchio ma peggio: quello infatti faceva le stesse cose ma almeno assumeva!
 

Fabrizio Potetti

 

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