Gennaio 2015

conIlSangueNegliOcchiIl libro di Federica Sciarelli racconta un decennio di storia criminale attraverso la voce di uno dei protagonisti della banda della Magliana: Antonio Mancini, detto Accattone, che ha collaborato  con la giustizia e che dopo aver scontato la sua pena in carcere ha iniziato a lavorare come accompagnatore di persone disabili.
Il racconto parte agli inizi degli anni '70 quando a Roma la criminalità era costituita da tante batterie, piccoli gruppi di criminali che agivano  in proprio, dediti per lo più alle rapine. Allora non esisteva ancora una struttura organizzata e gerarchica, non c'erano boss a controllare e spartirsi il territorio, c'era solo un tacito accordo tra i vari gruppi a non darsi fastidio.  Leggendo il libro scopriamo che "l' idea di unire tutte le batterie e di formare una vera e propria banda venne a Nicolino Selis dietro suggerimento di Raffaele Cutolo…."
Nasce la banda e Mancini ne racconta le imprese  criminali e l'inquietante l'intreccio con i gravissimi fatti di cronaca nera che hanno segnato il nostro Paese. Quella scia di sangue e di colossali interessi economici che arriva fino ai giorni nostri, come l'inchiesta su Mafia Capitale dimostra.
Come in un gioco di specchi il racconto passa dalla rapina o dall'assalto a un treno di ieri, alla giornata sul pulmino con i ragazzi di oggi. Dal carcere e dagli omicidi del passato alle vicende dei ragazzi disabili del presente, quelli che Mancini chiama i dolenti.
Il libro si legge in un soffio e aiuta a comprendere l'attualità inducendo anche la consapevolezza  che il problema dei problemi italiano è proprio quella zona grigia dove criminali, politici, imprenditori, prelati, servizi deviati, poliziotti ed altri uomini infedeli delle istituzioni si incontrano per loschi interessi privati a danno dell'intera comunità dei cittadini.
Uno dei boss della banda, detto er pantera, fenomenale organizzatore di rapine, dopo aver impartito precise indicazioni operative alla sua batteria, era solito concludere il discorso con queste parole: 
"E me raccomanno, non usate la violenza …. i bravi rapinatori non menano pe' fase da' li sordi, je basta solo fa' capi' che fanno sur serio".
Queste parole hanno provocato in me una riflessione amara: i criminali fanno sempre sul serio mentre in molti, tra coloro che dovrebbero combatterli, spesso sembrano fare finta.
Buona lettura e buon anno a tutti gli amici di Lavoro Ergo Sum

 

Atina Koll

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