Aprile 2015

recensioneaprile2015Donne e omosessuali sotto il fascismo.

Un libro che vuole assomigliare poco ad un libro, che ne conserva la materialità cartacea, ma che s’ispira alla duttilità ed alla “intervisibilità” propria dei materiali pubblicati sul web, a quei link che creano rete tra le informazioni.

Due appassionati di storia che conducono attività professionali ben lontane dalla ricerca storica tout court ma che da questa passione hanno deciso di produrre uno strumento agile e intenso insieme per la divulgazione, ma, soprattutto per l’attività didattica nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Due generi della scrittura, la saggistica divulgativa ed il romanzo storico, affiancati, messi in relazione, “sincronizzati”, per usare la terminologia della gioventù a cui si rivolge il testo. Forse i puristi dei due generi potrebbero storcere il naso, specialmente quelli dediti e/o interessati al romanzo storico, che qui assume la parte della narrazione didattica propria della metodologia dello storytelling, ma la procedura adottata ricorda molto la composizione di uno di quegli story-board degli sceneggiati televisivi che hanno tanto educato, nel bene e nel male, la cultura nazionale dagli anni sessanta e che spesso avevano proprio un forte impianto informativo – educativo su cui era costruita la storia delle persone (I Giacobini, 1962).

Una volontà fortissima appare esplicita nelle parole degli scrittori, ma anche nella loro modalità narrativa: riuscire a far sentire al lettore, specialmente a quello meno avvisato e più giovane, la continuità della lotta per l’emancipazione della donna e del riconoscimento della non subalternità al genere maschile, come anche quella per l’accettazione della validità dell’amore in tutte le forme in cui si manifesti. Una continuità che può essere anche facilmente letta, partendo dalla contemporaneità, dalla cronaca, dal vissuto quotidiano, come in una riedizione aggiornata di quella rivoluzionaria azione didattica che nelle scuole fu la lettura del giornale in classe.

Una scrittura semplice, accorta e fine insieme, che non tralascia la durezza dell’immagine all’occorrenza, ma che riesce a far entrare con facilità il lettore nel testo, in mezzo ai fatti, tra i personaggi. Anche gli aspetti più tecnici del percorso storico trattato sono esplicitati con linguaggio chiaro e diretto, utile ad assorbire informazioni, ma, contemporaneamente, a fornire la comprensione essenziale del testo narrativo vero e proprio. All’interno del romanzo, poi, la premessa delle rubriche al capitolo rimanda con piacevole effetto alla narrativa più popolare della storia letteraria italiana (non vorrei scomodare Bocaccio!), ma fornisce anche uno strumento di facilitazione alla lettura finalizzata all’apprendimento ed interiorizzazione del contenuto storico sotteso. 

Ringrazio gli autori di avermi fornito l’occasione di leggere un libro tanto agile quanto produttivo di riflessioni,

 

Marco Giacobbe

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