Agosto 2015

unbrokenIn questi giorni il Giappone ed il mondo intero ricordano i 70 anni dall’atomica sganciata da aerei americani su Hiroshima.
Il Libro ci riporta indietro nel tempo, alla vigilia del secondo conflitto mondiale e poi a vivere gli anni in cui la Germania ormai sconfitta firma la resa ed il fronte principale vede lo scontro tra Giappone e Stati Uniti e come campo di battaglia lo sterminato Oceano Pacifico e le sue isole.
Il giovane Louis Zamperini, figlio di una famiglia di immigrati italiani, si ritrova in breve tempo dall’essere protagonista alle olimpiadi di Monaco nel 1936, a dover indossare una divisa e trovarsi arruolato nell’aeronautica militare, e partire per le isole Hawaii. Dopo l’improvviso attacco giapponese a Pearl Harbur Zamperini sarà costantemente inviato con il suo aereo ed il suo equipaggio in incursioni su postazioni giapponesi, proprio durante una di queste azioni il suo aereo sarà abbattuto.
Un lungo calvario su un piccolo canotto alla deriva sull’Oceano Pacifico porterà Zamperini nelle mani dei giapponesi e vivere il momento più difficile della sua vita, subirà infatti il trattamento disumano dei campi di concentramento che erano stati predisposti per i prigionieri di guerra. Nessuna pietà e nessun riconoscimento della convenzione di Ginevra. I prigionieri erano torturati e obbligati ai lavori forzati. Al termine della guerra molti dei protagonisti di queste torture furono condannati per crimini contro l’umanità.
Il Giappone ormai sconfitto non accetta la resa e la guerra continua, fino a quando qualcuno si chiederà se il fine giustifica i mezzi, ovvero se il lancio dell’ atomica su due città giapponesi non sia indispensabile per riportare la “pace”.
La storia ci ricorda che la decisione dell’arma atomica fu quella scelta per “normalizzare” il Giappone.
La guerra ha fine e i reduci dai campi di concentramento fanno ritorno a casa e tra questi c’è anche Zamperini che profondamente provato fisicamente e psicologicamente proverà a ricostruire la sua vita.

Impossibile per il sottoscritto non dare un giudizio assolutamente negativo, sulla scellerata decisione del governo americano di mortificare il Giappone e i suoi abitanti con l’uso dell’arma atomica, scelta che non solo la storia ha giudicato sbagliata, ma che ha avuto la conseguenza di portare il mondo verso una pazza corsa agli armamenti, alla cosiddetta “guerra fredda” e ad un clima incapace di garantire al Mondo intero una pace vera e duratura.
 

Mario Adinolfi

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