Ottobre 2014

FredVargasDa qualche mese nei marciapiedi di Parigi durante la notte appaiono dei cerchi azzurri, disegnati col gesso, all'interno dei quali ci sono strani oggetti e la scritta"Victor, malasorte, il domani è alle porte"
I giornali parigini pensano subito ad una burla, oppure che si tratti di una trovata pubblicitaria o ancora di una nuova forma d'arte. Ma il Commissario Jean Baptiste Adamsberg, appena nominato a dirigere  il quinto arrondissement, intuisce il senso macabro e la crudeltà recondita dei cerchi. 
Ed ecco che un giorno, in mezzo ad uno cerchio azzurro, compare un cadavere.  Parte quindi il conto alla rovescia per trovare e fermare l'assassino…..  
Ovviamente della storia non posso rivelare di più ….
Forse "L'uomo dei cerchi azzurri" non è il miglior giallo di Vargas, ma  è il primo  dove compare il personaggio più amato della sua galassia: il Commissario Adamsberg, lo "spalatore di nuvole", abilissimo investigatore dai metodi stravaganti. L'Uomo dei Pirenei, piccolo e stropicciato nell'aspetto, umanissimo e flemmatico, sembra più intento a perdersi nell'astrazione che analizzare con metodo gli indizi e le informazioni.
Al suo fianco il vice Commissario Adrien Danglard; logico, razionalissimo, metodico, un'enciclopedia vivente. L'opposto di cui Adamsberg ha bisogno per compensare il suo vago e disordinato procedere nelle indagini.
Comunque, pur con tutte le sue stranezze, nessuno supera in bravura il Commissario che – a dispetto del disordine e del vago incedere –  arriva sempre alla verità. La soluzione del caso arriva di solito durante una delle sue leggendarie passeggiate.
Leggere Vargas, è immergersi in un mondo fatto di tanti personaggi meravigliosamente costruiti, di  grande forza e spessore anche quando sono ai confini della cosiddetta normalità.
La scrittura limpida, i dialoghi brillanti e l'accuratezza scientifica dei dettagli, sono un autentico piacere.

Buona lettura

Atina Koll

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