Settembre 2012

 

 

 

 

   Libro del mese: "Nel labirinto degli dèi"  di Antonio Ingroia

 

Questo libro, attraverso le storie che racconta, mette in luce mali endemici del nostro Paese. Le storie che vi sono narrate sono realmente accadute e documentate: sono fatti.

E siccome nella nostra democrazia mediatica i fatti scompaiono, bisogna andarseli a cercare, uscendo dal labirinto delle opinioni a pagamento, delle mistificazioni, delle tifoserie,  insomma da tutte quelle deformazioni create ad arte per occultarli.

Antonio Ingroia, magistrato, allievo di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, ne raccoglie l'insegnamento professionale, civile e umano.

Mi ha colpito la misura con la quale l'autore, senza perdere il tratto umano, racconta vicende giudiziarie e umane: la lettura  mi rimandava l'immagine di una bilancia in perfetto equilibrio, simbolo di giustizia.

Nel libro, infatti, incontriamo la giustizia, quella giustizia che in Italia ha un cammino arduo quando incrocia le vite dei potenti, ma che non arretra su un principio di civiltà che é alla base dello Stato di diritto: la legge é uguale per tutti.

Molti uomini e donne che applicavano questo principio hanno pagato con la vita la loro fermezza, e con loro anche uomini e donne che in uno Stato capace di assicurarlo  avevano creduto, come la piccola Rita Atria, che a sedici anni scelse di fidarsi dello Stato che aveva il volto di Paolo Borsellino.

Poiché sono anni che assistiamo ad un attacco spregiudicato a quella parte della magistratura capace di rendere effettivo questo principio, suggerisco la lettura di questo libro, per onorare la memoria di tutti gli uomini e di tutte le donne che non hanno ceduto alle lusinghe e alle minacce dei criminali e dei potenti e che hanno agito sempre secondo quel principio di giustizia scritto nella nostra Costituzione.  Un omaggio agli uomini saldi di ieri e a quelli di oggi, esempi concreti di un'Italia pulita che in troppi vorrebbero farci credere impossibile da realizzare.

 

Atina Koll

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