Settembre 2013

il-tao-del-dragone"Il Tao del Dragone" di Bruce Lee

Questo libro mi è capitato di nuovo tra le mani mettendo ordine in uno scaffale della libreria, così mi è tornata alla mente la sensazione di benessere ricavata dalla sua lettura.
E' una raccolta di appunti, riflessioni, lettere e poesie di Bruce Lee su diversi argomenti: dal kung fu alla filosofia, dalla psicologia al Jeet Kune Do, dall'autoconoscenza alla recitazione, ma tutto ruota intorno all'uomo e alla ricerca della via per la liberazione del corpo e dell'anima e della strada per esprimere il proprio potenziale.
Bruce Lee, artista marziale di ineguagliata fama e bravura, l'uomo che diventò un'icona nel mondo per l'eccezionale talento nel combattimento e per le prodigiose doti fisiche, era anche attore, poeta, filosofo, scienziato, produttore, regista, autore, coreografo e, ovviamente, maestro di arti marziali. Ma il suo anelito era diventare artista della vita, cioè realizzare l'uomo più che l'atleta o l'attore. E pochi sanno che era laureato in filosofia, la sua passione, e che da questa disciplina "fu illuminato" (sono parole sue) durante gli studi all'Università di Washington. E la sua elaborazione filosofica rende intrigante la lettura perché Lee,  offrendo la visione monista propria della cultura cinese (anziché quella dualista dell'occidente) stimola noi occidentali – così abituati a sezionare, dividere e codificare rigidamente la vita e  l'essere umano – a una visione diversa.
E non è l'invito pedante e astratto rivolto dall'intellettuale da salotto, spesso imbranato nella vita quotidiana. Bruce Lee è credibile perché è uomo d'azione: la speculazione filosofica in lui si traduce in azione ed è questa indissolubilità tra l'artista marziale e il filosofo a farne un caso unico. Il corpo ha pari dignità con l'anima ed è tutt'uno con la volontà interiore, questa forza che, scrive  Bruce Lee "non può essere conservata, accresciuta o approfondita con il denaro o con il potere, perché il denaro ed il potere sono invenzioni della diffidenza, del sospetto. Coloro che non si fidano della forza interiore presente in loro, o che non ne hanno, devono compensarla con dei sostituti, per esempio il denaro"…
Insomma leggendo il libro scopriamo un uomo alla costante ricerca della via per realizzare se stesso, un maestro che invita a vivere la vita piuttosto che a pensarla e che sprona a liberarsi dai condizionamenti culturali e dai comportamenti rigidamente codificati per accedere alla libertà che è  condizione indispensabile per essere pienamente se stessi e diventare artisti della vita.
 

Atina Koll

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