Maggio 2013

l'onda_ToddStrasserLibro del mese: “L'Onda” di Todd Strasser
"L'Onda", di Todd Strasser, è il racconto su un esperimento effettivamente realizzato e poi bruscamente interrotto per la pericolosità dello stesso, per dimostrare che al contrario di quanto si crede è molto facile ricadere nell'attrattiva del fascismo.
L'autore dell'esperimento fu il professore Ron Jones della Cubberley High School (Palo Alto, California), alla sua classe di Storia Contemporanea, come parte dello studio della Germania nazista (studio dell'aprile del 1967).
Nel corso sulla dittatura Ron Jones non riuscì a far comprendere ai suoi studenti quanto fosse pericolosa e ripetibile una esperienza che ha portato fino all'Olocausto, l'annullamento e la soppressione di milioni di uomini basata su un pregiudizio razziale.
Gli studenti erano invece increduli e portati a giustificare un accadimento del genere con l'ignoranza del popolo tedesco, sui fatti oggetto della lezione. Il popolo tedesco non conosceva l'Olocausto, altrimenti non l'avrebbe mai accettato!
Da qui l'esperimento, con il professore che comincia a dare dapprima una serie di parole d'ordine: "Forza attraverso la disciplina, forza attraverso l'unione, forza attraverso l'azione, forza attraverso l'orgoglio". Poi un nome al movimento "The Third Wave", un saluto simile a quello nazista, una postura ed un codice di comportamento. Altro fattore fattore importante, convinse gli studenti che la democrazia era di impaccio al progetto, poiché poneva al centro l'uomo e la sua individualità, nell'Onda invece erano tutti uguali!
Va da se che la creazione di un nemico, qualcosa di altro ed estraneo rispetto al gruppo e alle sue regole, e' la conseguenza naturale e funzionale al rafforzamento dell'Onda.
Jones vide aumentare gli studenti al suo corso e si cominciarono a notare comportamenti  duri, repressivi e delatori, sulla difficoltà di alcuni al rispetto delle regole dell'Onda. Ciò indusse il professore ad interrompere immediatamente l'esperimento con un effetto "sorpresa", convocò tutti gli studenti e proiettò loro delle immagini prima in bianco, senza nulla e poi, dopo aver detto loro che avevano partecipato ad un esperimento sulla riproducibilità dei comportamenti durante il regime nazista, proiettò un film sul regime.
Un libro stupendo ma inquietante, da leggere assolutamente con un occhio ai nostri tempi. E' possibile ripetere una esperienza simile al nazismo ma è possibile che la dittatura sia in qualche modo "costituzionalizzata"? Mi spiego: utilizzare linguaggi (slogan?), modi (comportamenti?), vestiti (uniformi?) e così via dettati da "culture" dominanti, sono una forma di "governo"? E attraverso ciò è possibile "modellare" le menti per produrre comportamenti conseguenti?
Mi sono venute alla mente alcune cose che vedevo sotto una luce diversa, prima di leggere questo libro.
Il gesto delle mani o della testa di diversi soggetti molto influenti nel mondo: il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, dell'ONU, gli amministratori delegati di alcune multinazionali, e alcuni influenti uomini politici e di affari quando fanno il gesto delle virgolette per accentuare un messaggio o il saluto rivolto ai cittadini (telecamere?), quando partecipano a qualche summit. Possibile che siano identici pur venendo da mondi e culture assolutamente lontane?
L'uso delle parole e la loro coerenza. Il partito dell'amore (definizione di Silvio Berlusconi del PdL, quanto odio sprigiona?), colazione di lavoro (chissà perché noi umani facciamo solo colazioni), responsabile (colui che condivide e non colui che dice quello che pensa), riforme (tagli?) e così via.
La domanda che mi sono posto dopo la lettura del libro è stata: se alcuni non hanno visto la violenza e lo sterminio di milioni di uomini, perché accecati da "un'onda", è così facilmente percettibile una dittatura che non fa sterminio di massa?
Il libro apre una discussione tutta interna al lettore, rompe uno specchio al quale tutti i giorni ci guardiamo. Ma siamo realmente noi? E' uno specchio fedele'? Quando agiamo nella vita di tutti i giorni, gli elementi sui quali si fondano le nostre scelte, sono razionali o razionalizzate sulla base di messaggi e idiomi incoerenti con la nostra soggettività?
E l'oggettività, riesce a farsi spazio in questo contesto? I nemici li scegliamo noi o sono indotti e funzionali al superamento della razionalità? Tutte domande di fronte alle quali il racconto lascia il lettore.

 

Fabrizo Potetti

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