Luglio 2013

La-manomissione-delle-parole4Libro del mese: “La manomissione delle Parole” di Gianrico Carofiglio

Il libro racconta l'uso e l'abuso del mezzo di comunicazione più potente che abbiamo: la parola. Perché la parola, scritta o parlata, può essere usata fedelmente, rispettandone il significato e la forza originaria, ma può essere anche abusata, manipolata, alterata, logorata fino a svuotarla del tutto del suo significato. E la  manipolazione delle parole è sempre stato lo strumento utilizzato dal potere per  mistificare i fatti, deformare ed occultare la verità al fine di ottenere il consenso popolare.
Carofiglio ci fa riscoprire la bellezza e la potenza delle parole, scegliendone cinque in particolare: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta.  Durante la lettura pensavo che per  vent’anni il centro destra berlusconiano e il ringhio leghista hanno impegnato molte energie nella sistematica e progressiva demolizione del linguaggio ed hanno eletto la volgarità a discorso politico: nessuno ha fermato questa deriva. Anche il vaffa grillino è figlio di questa demolizione. È logico che a un vocabolario povero possa corrispondere solo un pensiero povero, e se siamo sprofondati in una crisi che sembra non avere rimedio è perché sono scomparse le parole per idee e soluzioni diverse da quelle che propone l'oligarchia economica finanziaria e politica che ha in mano il mondo.
Leggendo mi è tornata poi alla mente la storia del seminarista, nel libro non c'è ma vale la pena di raccontarla:  c’era un novizio che aveva l’abitudine di fumare e gli pesavano le ore di preghiera in cui doveva tenere le sigarette in tasca. Un giorno, non potendone più, decise di domandare una dispensa; si recò dal maestro e chiese: “Posso fumare mentre prego?”. Il maestro fece la faccia scura e gli oppose un bel “no” secco e rotondo come un uovo: “Quando si prega si pensa a Dio e non al fumo! E non si cercano distrazioni”.Il novizio se ne tornò, a coda bassa, e confidò ad un suo compagno il disappunto. Costui, più avanti nella probazione, era più furbo e gli suggerì di rovesciare la domanda. Il novizio tornò e chiese: “Posso pregare mentre fumo?”. Il maestro si illuminò tutto e, con viso benigno, acconsentì: “Ma certo, certo, figliolo: si può sempre pregare, anche durante le occupazioni più profane; lo dice san Paolo: sia che mangiate, sia che beviate…e possiamo dire “sia che fumiate”, tutto fatelo in nome del Signore, pensando a lui, pregando lui:”Vai figliolo e seguita così”.
È un piccolo esempio che chiarisce il potere conferito dall'abilità nell'uso delle parole. In sostanza  manomettere le parole significa manomettere i fatti. Perciò dobbiamo tenere in gran conto le parole, dobbiamo conoscerle e saperle usare al meglio e contrastarne la manipolazione. Don Milani ai suoi ragazzi diceva: “Ogni parola che non conosci è una pedata in più che avrai nella vita". Allora dobbiamo conoscerle tutte le parole: per non prendere pedate nella vita e per poterne dare tante a tutte le ingiustizie.

 

Atina Koll

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