Agosto 2013

braico libroLa felicità è una scelta quotidiana.

Non la trovi in assenza di problemi.

La trovi nonostante i problemi.

Marco Braico, torinese, professore di matematica e fisica, arbitro di serie A di pallavolo, giunge con Metà di tutto alla sua seconda prova letteraria. Se con il primo romanzo La festa dei limoni – capace di inaugurare con un buon successo un progetto editoriale e benefico che porta lo stesso nome – veniva affrontata con leggerezza e ironia una vicenda di malattia dalla forte ispirazione autobiografica, questa nuova opera racconta la storia di una seconda opportunità o – come ci diceva Gabriele, il protagonista del primo libro dopo aver sconfitto la leucemia – di una “nuova nascita”. In questo caso ad Alberto, guarda caso professore di fisica proprio come il precedente Gabriele e il loro autore, da poco uscito dalla malattia, viene affidata la cura di una donna in crisi, apparsa soltanto fugacemente nel primo libro, che sta attraversando il suo stesso particolare periodo: lei si chiama Danielle, è un'italo-belga che di cognome fa significativamente Speranza, nonché una talentuosa ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Torino. Danielle nasconde un segreto nel suo passato che diventerà il vero motore di tutta la storia, e la cui ricerca di soluzione permetterà al nostro protagonista di radunare intorno a sé una vera e propria squadra di indimenticabili coprotagonisti (Sabrina l'infermiera, Sandro il tennista affermato ma malato, Salvatore l'uomo dalla cultura limitata ma dal cuore grande) che si spingeranno fino a Bruges per tentare di cambiare un destino apparentemente segnato.

Metà di tutto conserva la capacità di trattare temi difficili e scomodi con la leggerezza e l'ironia del primo romanzo  – esse sono una cifra stilistica dell'autore, avvicinato proprio grazie a questo tratto distintivo da una scrittrice di fama come Margherita Oggero a un grande scrittore come Italo Calvino – ma in più ad esse aggiunge, per il particolare svolgimento della trama, alcune note di mistero e atmosfere (ci verrebbe da dire) più adulte, assumendo quasi con il succedersi dei capitoli un ritmo da romanzo thriller e raggiungendo così uno stile letterario senza alcun dubbio più maturo, sintomo di una crescita stilistica dell'autore stesso.

Le storie di Marco Braico, nate dalla volontà di condividere un messaggio di speranza vissuta, sono fatte di piccoli episodi di vita quotidiana, capaci di rivoluzionare il nostro modo di vedere ambienti e situazioni che crediamo di conoscere bene, o che, al contrario, cerchiamo di sfuggire con scaramanzia. Sono, allo stesso tempo, piccole grandi storie di buona sanità pubblica, fatte di dottori e di infermieri capaci di grande professionalità e di forte empatia con i pazienti, e le apprezziamo particolarmente perché sappiamo essere ispirate da fatti realmente accaduti. Non a caso, questo secondo romanzo è apparso in anteprima in versione digitale il 4 marzo di quest'anno – decimo anniversario della scoperta della malattia affrontata e superata dall'autore grazie a un trapianto di midollo osseo – per poi essere distribuito in tutte le librerie a partire dal mese successivo.

Non mancano inoltre come nel primo libro, e non potremmo non segnalarvele, gustose scene di vita scolastica, magistralmente riportate dall'appassionato e scanzonato prof. Braico (chi non lo vorrebbe un prof così?), in grado di strappare ben più di una risata e momento topico per le letture all'interno delle molte presentazioni realizzate in giro per l'Italia.

Nella prefazione l'autore dichiara che il suo più grande obiettivo è contagiare gli altri con il pensiero positivo, e che per questa e altre ragioni vale la pena di condividere le sue emozioni e continuare a scrivere: non possiamo che essere d'accordo con lui e ringraziarlo per questo, perché il suo slancio e la sua passione hanno portato al raggiungimento di una serie di “piccoli traguardi, certamente raggiungibili” che – grazie al ricavato della vendita dei suoi due libri – hanno permesso di migliorare il confort di chi soffre all'interno di strutture ospedaliere torinesi e non solo. Migliaia di libri che sono diventati monitor, frigoriferi, carrelli, televisori e tanti altri obiettivi concreti, raggiunti all'interno di un progetto nato per “donare la gioia di vivere”,  capace di farlo sempre in maniera contagiosa e con il sorriso: potete trovare tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul sito www.lafestadeilimoni.it
 

Stefano Gobbi

UA-42643939-1